Biocompatibilità in vitro di biomateriali e dispositivi medici

Tutto ciò che entra in intimo contatto con l’organismo deve essere sottoposto a test di tossicità: questo accade ad esempio per i dispositivi medici: dai fili da sutura alle endoprotesi.
Al pari di un qualunque evento traumatico, anche l’inserimento di un dispositivo medico, dal semplice ago per iniezione al più complesso organo artificiale, viene “vissuto” dall’organismo biologico come un evento da cui difendersi. Questo atteggiamento di “rifiuto” deriva sostanzialmente dal fatto che l’accettazione di un dispositivo da parte dell’organismo avviene sulla base di meccanismi di riconoscimento molecolare dei materiali di cui il dispositivo è costituito e non sulla valutazione delle funzioni che tali materiali (e il dispositivo) possono svolgere.
Un concetto fondamentale per quanto riguarda i biomateriali è quello di biocompatibilità, che indica l’attitudine di un materiale ad essere ben tollerato dall’organismo ospite in cui deve operare, determinando una risposta opportuna in relazione all’applicazione da parte di quest’ultimo.
I biomateriali usati come dispositive medici devono esaurientemente essere testati prima della loro introduzione, in modo tale che ogni effetto negative sul corpo sia conosciuto e prevenuto.
Usando test in vitro, si possono evitare pericoli per i pazienti e inutili esperimenti su animali.
Qui sono descritti test in vitro per compatibilità cellulare (citotossicità) e compatibilità con il sangue (emocompatibilità):

ABSTRACT: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18605289
FULL TEXT: http://www.emdt.co.uk/article/vitro-biocompatibility-testing-biomaterials-and-medical-devices

[Müller U. In vitro biocompatibility testing of biomaterials and medical devices. Med Device Technol. 2008 Mar-Apr;19(2):30, 32-4.]

Nel testo:
Il sangue umano è consigliato per i test in vitro a causa di differenze specie-specifiche significative nella reattività del sangue, ad esempio adesione piastrinica, trombosi ed emolisi tendono ad accadere più prontamente nelle specie canine che negli umani:
“ISO 10993-4 requires that human blood is used for in vitro tests where possible because of species differences in blood reactivity. Pig and baboon are suitable animal models, but species differences may be significant; for example, platelet adhesion, thrombosis and haemolysis tend to occur more readily in the canine species than in the human. Thus, all results of animal studies should be interpreted with caution because they run the risk of misjudgement.”

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