Sperimentazione Animale: fallimento scientifico

“Ogni anno milioni di animali vengono uccisi nei laboratori di tutto il mondo. 

Parte della comunità scientifica difende e giustifica l’uso di animali ritenendolo vitale per prevenire e curare le malattie [1, 2], oppure sostenendo che i più grossi successi della medicina siano da attribuirsi alla vivisezione [3] oppure che la complessità biologica dell’essere umano richieda organismi altrettanto complessi [4]. 

C’è chi si spinge a dire che un eventuale divieto di uso di animali sarebbe un evento “catastrofico” per la ricerca medica [5]. 

Tutte queste affermazioni però non sono supportate da effettive dimostrazioni scientifiche e validazioni ufficiali. 

Recentemente inoltre vari scienziati hanno analizzato i risultati ottenuti con animali nei laboratori confrontandoli con quelli ottenuti nell’uomo nelle cliniche ospedaliere. 

Il dr. Andrew Knight ha raccolto tutti questi studi e in particolare quelli condotti con protocolli di ricerca trasparenti e accettati in maniera oggettiva dall’intera comunità scientifica. 

La vivisezione si è rivelata una pratica totalmente inutile per curare malattie umane, ogni volta che è stata analizzata e valutata secondo parametri scientifici. 

Sono 27 in totale gli studi che hanno cercato di valutare il contributo della vivisezione alla ricerca medica (20 studi) e/o di valutare la capacità di predire la tossicità di una sostanza per l’uomo (7 studi) [6]. 

Soltanto 2 studi su 20, ma di cui 1 ambiguo, dichiarano che l’uso di animali sia utile in maniera significativa a migliorare la ricerca mentre i restanti 18 ne negano la validità. 

Nessuno dei 7 studi sulla tossicità riesce a dimostrare l’utilità scientifica dell’uso di animali. 

Anche altri ricercatori hanno studiato la validità scientifica della vivisezione. Riportiamo di seguito i principali risultati, suddividendoli in tre diversi ambiti: 

1) Studi da cui erano attesi significativi progressi nella ricerca medica 

Un gruppo di ricerca guidato dal prof. Lindl [7, 8] ha esaminato gli esperimenti su animali che erano stati approvati sulla base del fatto che sembrava potessero portare a progressi nella ricerca medica.

Si trattava infatti di esperimenti che sembrava avessero già avuto positivi e importanti risultati preliminari nonché varie pubblicazioni sulle riviste scientifiche. 

È stato valutato il contributo alla ricerca scientifica degli studi (17 in totale) che avevano queste caratteristiche. 

Su 1183 pubblicazioni scientifiche successive e collegate ai campi di ricerca studiati, la stragrande maggioranza si riferiva a miglioramenti ottenuti senza uso di animali e solo 4 casi citavano le suddette prove su animali. 

Inoltre tutti i risultati ottenuti su questi 4 casi hanno portato solo a fallimenti quando applicati all’uomo. 

Di conseguenza nessuno studio su animali, selezionato tra quelli che già risultavano i più promettenti ha portato a nuove terapie o a qualsiasi contributo positivo per l’uomo. 

Il prof. Lindl e i suoi colleghi concludono dicendo che, invece di autorizzarli anche quando considerati promettenti, gli esperimenti su animali dovrebbero essere vietati. 

2) Principali studi su animali seguiti, supportati e citati dalla comunità scientifica 

I dottori Hackam e Redelmeier [9] hanno usato un diverso metodo di valutazione. 

Hanno preso gli studi con animali più citati e pubblicizzati all’interno della comunità scientifica per vedere quanti di questi avessero poi portato alla successiva sperimentazione sull’uomo delle nuove terapie proposte e studiate su animali. 

Hanno analizzato i risultati ottenuti in 76 ricerche citate centinaia di volte da altri ricercatori (da un minimo di 639 e un massimo di 2233 citazioni). 
Nonostante fossero le ricerche più citate dalla comunità scientifica internazionale soltanto 28 (36.8%) hanno portato a una successiva valutazione per sperimentazione umana e, di queste, solo 8 (10.5%) sono state utilizzate sull’uomo. 

Per nessuna di queste è stato possibile dimostrare benefici mentre sono facilmente dimostrabili una serie di reazioni avverse tra le quali il decesso dei pazienti [10]. 

Nessun beneficio nonostante un totale di più di 67 mila citazioni da parte della comunità scientifica. 

Inoltre, indipendentemente dai risultati e dal contenuto, soltanto 37 studi su 76 dei più noti studi su animali rispettano i requisiti minimi dei moderni protocolli scientifici da un punto di vista statistico e metodologico. 

Di conseguenza gli autori della ricerca concludono avvisando pazienti e medici di non fidarsi dei risultati ottenuti su animali. 

3) Studi effettuati sugli scimpanzè 

Da un punto di vista genetico gli scimpanzè sono senza dubbio gli animali usati nei laboratori più simili all’uomo. 

Per questo motivo il dr. Knight ha svolto un’analisi specifica delle ricerche condotte su questi animali [11]. 

Ha analizzato 749 pubblicazioni di ricerche compiute tra il 1995 e il 2004 e ha selezionato quelle che utilizzavano un numero di animali significativo dal punto di vista statistico (come minimo 86). 

Soltanto 95 avevano un senso dal punto di vista statistico questo vuol dire che le restanti 654 ricerche erano e sono prive di qualsiasi valore scientifico indipendentemente dai risultati ottenuti [12, 13]. 

Di queste 95, ben 47 (49.5%) non sono state citate in nessun lavoro scientifico successivo attestando così un contributo assolutamente nullo alla ricerca scientifica. 

34 di queste (35.8%) vengono citate in pubblicazioni che chiaramente non descrivono nessun miglioramento per la ricerca scientifica. 

Soltanto 14 vengono citate in pubblicazioni che attestano miglioramenti ma, andando a leggere il contenuto delle pubblicazioni, si evidenzia chiaramente che il progresso scientifico era dovuto principalmente a studi clinici ed epidemiologici su pazienti umani, studi in vitro e saggi molecolari e non alle prove su animali. 

Motivi del fallimento scientifico della vivisezione 

Nonostante gli scimpanzè e gli uomini differiscano solo dell’1-2% dal punto di vista genetico, questa seppur minima differenza si traduce poi in una differenza dell’80% nella formazione delle proteine che portano a differenze nella progressione delle malattie, nell’assorbimento e nella distribuzione delle sostanze, nei tessuti, nell’escrezione di agenti chemioterapici, ecc. [14]. 

Ci sono quindi anche differenze nell’azione e nella tossicità delle sostanze farmaceutiche [11, 15] che invalidano l’uso anche delle specie animali più simili per ottenere informazioni utili per l’uomo. 

Nonostante la non utilità degli esperimenti sugli scimpanzè è indubbiamente vero che essi rimangono gli animali più simili all’uomo e quindi, l’utilizzo di altre specie animali può portare a risultati solo ancora peggiori. 

Normalmente gli animali più usati nella sperimentazione sono i roditori e sono inutili per la ricerca per i seguenti motivi [16, 17]: 

– stress creato dalle condizioni di stabulazione 

– differenze genetiche e metaboliche 

– stress creato dalla procedure di sperimentazione 

– differenze nelle risposte agli agenti tossici 

– dosi usate negli esperimenti troppo elevate e inadatte alle specie utilizzate 

Ma non solo, il fatto che la vivisezione sia poco considerata dal punto di vista scientifico anche da molti che la praticano è dimostrabile dalle scarse metodologie usate quando si usano animali che non tengono conto dei più moderni protocolli di ricerca e di analisi statistica. Quindi di fatto i risultati ottenuti con metodologie così scadenti non sono poi neppure utilizzabili neanche da chi crede ancora nella necessità della vivisezione. [18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28]. 

Ci sono solo due possibilità: 

a) i ricercatori credono nella sperimentazione su animali ma non sono capaci di farla 

b) i ricercatori non ci credono e quindi non dedi
cano sufficiente attenzione alle metodologie. 

Alla luce dei risultati degli studi riportati riteniamo più probabile la seconda ipotesi. 
In tutti i casi riteniamo corretto ribaltare il paradigma attualmente utilizzato secondo il quale l’uso di animali è automaticamente utile per sostituirlo con un paradigma scientifico molto più moderno e dimostrabile: la vivisezione è stata ed è soltanto 

– una crudeltà inutile per gli animali 

– uno sbaglio di gioventù per alcuni ricercatori 

– una speranza fallita per altri ricercatori 

– un dogma che non si può discutere, come se fosse un atto di fede e non una metodologia scientifica, soprattutto nell’ambiente accademico 

Per questo l’ATRA continuerà a denunciarne gli orrori e l’inutilità, a coordinare ricercatori che ne sono sempre stati contrari o lo sono diventati, a finanziare e sponsorizzare metodi di ricerca finalmente moderni, incruenti e tecnologicamente avanzati.” 

Bibliografia 
1) Brom, F. W. (2002). Science and society: different bioethical approaches towards animal experimentation. ALTEX 19(2), 78-82. 

2) Festing, M. F. W. (2004). Is the use of animals in biomedical research still necessary in 2002? Unfortunately, “yes”. ATLA 32 (Suppl. 1B), 733-739. 

3) Pawlik, W.W. (1998). The significance of animals in biomedical research. (Znaczenie zwierzat w badaniach biomedycznych.). Folia Medica Cracoviensia 39(3-4), 175-182. 

4) Kjellmer, I. (2002). Animal experiments are necessary. Coordinated control functions are difficult to study without the use of nature’s most complex systems: mammals and human beings. (Djurförsök är nödvändiga. Samordnade kontrollfunktioner låter sig svårligen studeras utan tillgång till naturens mest komplexa system: däggdjur och människa.). Lakartidningen 99(11), 1172-1173. 

5) Osswald, W. (1992). Ethics of animal research and application to humans (Etica da investigação no animal e aplicação ao homem). Acta medica portuguesa 5(4), 222-225. 

6) Knight, A. (2007). Systematic reviews of animal experiments demonstrate poor human clinical and toxicological utility. ATLA 35, 641-659. 

7) Lindl, T., Voelkel, M. and Kolar, R. (2005). Animal experiments in biomedical research. An evaluation of the clinical relevance of approved animal experimental projects. (German) ALTEX 22(3), 143-151. 

8 ) Lindl, T., Völkel, M. and Kolar, R. (2006). Animal experiments in biomedical research. An evaluation of the clinical relevance of approved animal experimental projects: No evident implementation in human medicine within more than 10 years. (Lecture abstract). ALTEX 23(2), 111.

9) Hackam, D. G. and Redelmeier, D. A. (2006). Translation of research evidence from animals to humans. J. Amer. Med. Assoc. 296(14), 1731-1732. 

10) Lazarou, J. and Pomeranz, B. (1998). Incidence of adverse drug reactions in hospitalized patients: a meta-analysis of prospective studies. J. Amer. Med. Assoc. 279, 1200-1205. 

11) Knight, A. (2007b). The poor contribution of chimpanzee experiments to biomedical progress. J. Appl. Anim. Welf. Sci. 10(4) 281-308. 

12) Guenther, W. C. (1973). A sample size formulafor the hypergeometric. Journal of Quality Technology 5(4), 167-170. 

13) Green, J. (1982). Asymptotic sample size for given confidence interval length. Applied Statistics 31(3), 298-300. 

14) Glazko, G., Veeramachaneni, V., Nei, M. and Makalowski, W. (2005). Eighty percent of proteins are different between humans and chimpanzees. Gene 346, 215-219. 

15) Bailey, J. (2005). Non-human primates in medical research and drug development: a critical review. Biogenic Amines, 19(4-6), 235-255. 

16) Balcombe, J., Barnard, N. and Sandusky, C. (2004). Laboratory routines cause animal stress. Contemporary Topics in Laboratory Animal Science, 43(6), 42-51. 

17) Knight, A., Bailey, J. and Balcombe, J. (2006). Animal carcinogenicity studies: 2. obstacles to extrapolation of data to humans. ATLA 34(1), 29-38. 

18) Horn, J., de Haan, R. J., Vermeulen, M. et al. (2001). Nimodipine in animal model experiments of focal cerebral ischemia: a systematic review. Stroke 32(10), 2433- 2438. 

19) Lucas, C., Criens-Poublon, L. J., Cockrell, C. T. and De Haan, R. J. (2002). Wound healing in cell studies and animal model experiments by Low Level Laser Therapy; were clinical studies justified? A systematic review. Lasers in Medical Science 17 (2), 110-134. 

20) Roberts, I., Kwan, I., Evans, P. and Haig, S. (2002). Does animal experimentation inform human healthcare? Observations from a systematic review of international nimal experiments on fluid resuscitation. Brit. Med. J. 324, 474-476. 

21) Lee, D. S., Nguyen, Q. T., Lapointe, N. et al. (2003). Meta-analysis of the effects of endothelin receptor blockade on survival in experimental heart failure. J. Cardiac Fail 9, 368-374. 

22) Macleod, M. R., O’Collins, T, Horky, L. L. et al. (2005a). Systematic review and metaanalysis of the efficacy of melatonin in experimental stroke. J. Pineal Res. 38, 35- 41. 

23) Macleod, M. R., O’Collins, T., Horky, L. L. et al. (2005b). Systematic review and metaanalysis of the efficacy of FK506 in experimental stroke. Journal of Cerebral Blood Flow and Metabolism 25(6), 1-9. 

24) Van der Worp, H. B., de Haan, P., Morrema, E. and Kalkman, C. J. (2005). Methodological quality of animal studies on neuroprotection in focal cerebral ischaemia. J. Neurol. 252, 1108-1114. 

25) Willmot, M., Gray, L., Gibson, C. et al. (2005a). A systematic review of nitric oxide donors and L-arginine in experimental stroke: effects on infarct size and cerebral blood flow. Nitric Oxide 12, 141-149. 

26) Willmot, M., Gibson, C., Gray, L. et al. (2005b). Nitric oxide synthase inhibitors in experimental ischemic stroke and their effects on infarct size and cerebral blood flow: a systematic review. Free Radical Biology & Medicine 39, 412–425. 

27) Hackam, D. G. and Redelmeier, D. A. (2006). Translation of research evidence from animals to humans. J. Amer. Med. Assoc. 296(14), 1731-1732. 

28 ) Perel, P., Roberts, I., Sena, E. et al. (2007). Comparison of treatment effects between animal experiments and clinical trials: systematic review. Brit. Med. J. 334, 197-200.

(tratto da un articolo di Massimo Tettamanti 
Chimico ambientale e tossicologo. 
Chief Executive Officer del centro I-CARE (International Center for Alternatives in Research and Education). 
Membro dell’Altweb Project Team della John Hopkins University di Baltimora, USA.)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...