Opposizione Etica alla Sperimentazione Animale: La Coscienza negli Animali

Nonostante esistano svariate definizioni di “coscienza” nell’uso comune, in questa sede la indicheremo come la consapevolezza degli stimoli esterni ed interni da parte di un soggetto, umano o non-umano che sia.
Numerosi studi affermano che gli animali abbiano almeno semplici livelli di consapevolezza e la ricerca di correlati neurali della coscienza non ha trovato alcuna struttura né processo che sia limitato al cervello umano.
Inoltre, certi tipi di condizionamento classico richiedono la consapevolezza, nei soggetti umani, di una contingenza tra lo stimolo incondizionato e quello condizionato.
Ciò suggerisce, dunque, che vi sia una coscienza comparabile in animali similmente condizionati.
Un altro esempio significativo di comportamento versatile che suggerisce un pensiero cosciente è quello di un uccello (l’ aphelocoma californica) che, in alcuni studi, esibisce tutti i requisiti della memoria episodica.
A questo caso si aggiungono le prove che le scimmie talvolta sono coscienti di conoscere ciò che sanno.
Il comportamento dei ratti, poi, diretto verso un obiettivo, insieme alla creativa abilità dei corvi nel creare attrezzi, richiedono almeno una semplice coscienza non-riflessiva.
Oltre a ciò, le comunicazioni degli animali spesso riportano esperienze soggettive, ad esempio, in certi esperimenti, i pappagalli hanno raffinato la propria abilità di imitare parole umane per chiedere oggetti desiderati e hanno risposto a domande moderatamente complesse, mentre le scimmie hanno dimostrato un aumento nell’abilità di usare gesti o simboli di una tastiera per fare richieste e per rispondere a domande.
Nuovi dati hanno dimostrato un’aumentata flessibilità nelle comunicazioni gesturali di sciami di api nel prendere decisioni di importanza vitale per il gruppo, come ad esempio quale cavità si debba scegliere come nuovo alveare. [1]
La coscienza umana coinvolge interazioni talamo-corticali che sono state trovate anche in altri mammiferi.
Questa scoperta suggerisce che la consapevolezza sia uno dei principali adattamenti biologici nei mammiferi.
Vi sono, inoltre, più di una dozzina di proprietà supplementari della coscienza umana che possono essere usate come test comparativi.
Queste omologie sono necessariamente più remote negli animali che non sono mammiferi, i quali non condividono il complesso talamocorticale.
Tuttavia, si è capito che si possono fare predizioni più “profonde” sull’esistenza di una coscienza anche negli uccelli, nei rettili, in molti invertebrati e in altre specie. [2]
Dati neuroanatomici, fisiologici e comportamentali suggeriscono che la coscienza possa essere presente anche negli uccelli. Inoltre, sulla base di ricchi repertori comportamentali e del complesso sistema nervoso dei cephalapoda, un gruppo di invertebrati che include il polpo, è stata suggerita la possibilità che questi animali siano in grado di avere esperienza di uno stato conscio. [3]
L’analisi di una possibile consapevolezza nelle specie non-umane tra le più disparate, come gli uccelli e i cefalopodi, può essere indirizzata verso la ricerca di proprietà neurali che sono collegate alla coscienza negli umani.
A seguito di questi studi, si è riscontrata la presenza di segnali tra il talamo e la corteccia negli uccelli e putative funzioni analoghe nei cefalopodi; segnali elettroencefalografici veloci e irregolari sono stati riscontrati in entrambi i gruppi di animali; è stata scoperta una diffusa attività elettrica nella corteccia degli uccelli e in strutture funzionalmente analoghe nei cefalopodi.
Questi processi possono essere ancora più collegati alla presenza di una consapevolezza negli animali quando sono correlati con accurati resoconti. Alcune forme rilevanti di resoconti sono la vocalizzazione nel caso del pappagallo cenerino oltre che la colorazione e il modellamento del corpo nel caso dei cefalopodi. [4]
Altre prove della coscienza negli animali ci provengono dalla metamemoria, trovando infatti una creatura che abbia una traccia di memoria che le permetta di usare informazioni su di uno stimolo percepito nel passato per formare una gamma di comportamenti diversi, si otterrebbe una buona prova che l’animale sia cosciente. [5]
Sempre la memoria viene poi presa come prova per l’esistenza di un accenno di cognizione negli insetti, infatti la struttura mnestica costituita da forme multiple di apprendimento descrive impulsi sensoriali e relativi comportamenti in modo tale da formare rappresentazioni cognitive di condizioni ambientali complesse. [6]
Ulteriori studi, questa volta di visione cieca e di metacognizione, mostrano in alcune specie comportamenti che hanno paralleli funzionali con il processo cognitivo cosciente umano.
I paradigmi del condizionamento, poi, possono essere usati per permettere agli animali di indicare il proprio stato emotivo attraverso risposte operanti. [7]
Anche se le prove della coscienza e delle emozioni degli animali sono necessariamente indirette, segnano comunque la necessità di una maggiore attenzione al benessere animale, costringendoci dunque a ripensare in termini etici e dunque ad abolire il loro uso in ambiti come la ricerca, l’allevamento, l’alimentazione, la caccia e altri settori, oltre ad orientarci verso una visione del mondo meno “specista”. [8]

Note:
[1] Griffin DR, Speck GB. New evidence on animal consciousness. Anim Cogn. 2004 Jan;7(1):5-18. Epub 2003 Dec 5.
[2] Seth AK, Baars BJ, Edelman DB. Criteria for consciousness in humans and other mammals. Conscious Cogn. 2005 Mar;14(1):119-39.
[3] Edelman DB, Baars BJ, Seth AK. Identifying hallmarks of consciousness in non-mammalian species. Conscious Cogn. 2005 Mar;14(1):169-87.
[4] Edelman DB, Seth AK. Animal consciousness: a synthetic approach. Trends Neurosci. 2009 Sep;32(9):476-84. doi: 10.1016/j.tins.2009.05.008. Epub 2009 Aug 26.
[5] Nicholas Shea, Cecilia Heyes. Metamemory as evidence of animal consciousness: the type that does the trick. Biol Philos. 2010 January; 25(1): 95–110.
[6] Randolf Menzel, Martin Giurfa. Dimensions of Cognition in an Insect, the Honeybee. Behav Cogn Neurosci Rev March 2006 vol. 5 no. 1 24-40
[7] Mendl, M.; Paul, E. S. Consciousness, emotion and animal welfare: Insights from cognitive science. Animal Welfare, Vol 13(Suppl), Feb 2004, S17-S25.
[8] Cottee SY. Are fish the victims of ‘speciesism’? A discussion about fear, pain and animal consciousness. Fish Physiol Biochem. 2012 Feb;38(1):5-15.

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