Correlazione progetto REACH e direttiva 2003/15/CE

Molte sostanze presenti nei cosmetici, sono dannose, è bene ricordarlo. Ovviamente partiamo dall’assunto secondo il quale un veleno non lo fa la sostanza, ma la quantità. Ma perché vi è una stretta correlazione tra il progetto REACH e i test in cosmetica? 
Occorre dire che non esistono sostanze utilizzate prevalentemente nei prodotti di bellezza oppure, ad esempio, nei medicinali. Molte sostanze possono essere utilizzate in più campi, ecco perché la dicitura della Direttiva 2003/15/CE, secondo la quale anche i singoli ingredienti non possono essere testati sugli animali, risulta un po’ falsata. La “sicurezza“ (se di sicurezza si può parlare), si avrà solamente sul prodotto finito, che non potrà essere testato. Nulla da dire a riguardo, è sicuramente un passo avanti. 

Per chiarire, alcuni esempi: in uno stick contro l’acne di una famosa marca di cosmetici, é possibile trovare, tra gli ingredienti, il triclosano, un antisettico e battericida. 
In un rapporto della Comunità Europea del 2010, a proposito del triclosano possiamo leggere che:

“Triclosan was listed in 1986 in the European Community Cosmetics Directive (76/768/EEC) for use as a preservative in cosmetic products at concentrations up to 0.3%. The recent risk assessment performed by the EU Scientific Committee on Consumer Products (SCCP) concluded that, although its use at a maximum concentration of 0.3% in toothpastes, hand soaps, body soaps/shower gels and deodorant sticks was considered safe on a toxicological point of view in individual products, the magnitude of the aggregate exposure to triclosan from all cosmetic products is not safe. Any additional use of triclosan in face powders and blemish concealers at this concentration was also considered safe, but the use of triclosan in other leave-on products (e.g. body lotions) and in mouthwashes was not considered safe for the consumer due to the resulting high exposures. Inhalation exposure to triclosan from spray products (e.g. deodorants) was not assessed” [1]
Recentemente (maggio 2012), quindi, in nome del progetto REACH, è stato commissionato ad un istituto danese, uno studio sugli interferenti endocrini, tra i quali troviamo il triclosano [2]. Nella ricerca si può leggere che “Epidemiological data are too limited for an evaluation of endocrine disrupting effects of triclosan”. Lecito è domandarsi il perché di questi dati troppo limitati, dal momento che stiamo parlando di una sostanza inventata nel 1972. Ricerche per e sull’essere umano, infatti, sono state compiute, tra le altre segnaliamo:
“Effect of a triclosan/copolymer dentifrice on the incidence of periodontal attachment loss in adolescents“, Ellwood RP, Worthington HV, Blinkhorn AS, Volpe AR, Davies RM, Dental Health Unit, University of Manchester, UK, 1998 May;25(5):363-7, PMID: 9650871; “Triclosan: a critical review of the experimental data and development of margins of safety for consumer products“, Rodricks JV, Swenberg JA, Borzelleca JF, Maronpot RR, Shipp AM, ENVIRON International Corporation, Arlington, Virginia, USA, 2010 May;40(5):422-84. doi: 10.3109/10408441003667514, PMID: 20377306; “The effect of triclosan on hormone secretion and viability of human choriocarcinoma JEG-3 cells“, Honkisz E, Zieba-Przybylska D, Wojtowicz AK, Laboratory of Genomics and Biotechnology, University of Agriculture, Poland, 2012 Nov;34(3):385-92. doi: 10.1016/j.reprotox.2012.05.094. Epub 2012 Jun 4, PMID: 22677473; “Halogenated phenolic contaminants inhibit the in vitro activity of the thyroid-regulating deiodinases in human liver“, Butt CM, Wang D, Stapleton HM, Nicholas School of the Environment, Duke University, USA, Toxicol Sci. 2011 Dec;124(2):339-47. doi: 10.1093/toxsci/kfr117. Epub 2011 May 11, PMID: 21565810; “Triclosan: environmental exposure, toxicity and mechanisms of action“, Dann AB, Hontela A, Department of Biological Sciences, Alberta Water and Environmental Science, Canada, J Appl Toxicol. 2011 May;31(4):285-311. doi: 10.1002/jat.1660, PMID: 21462230; “The impact of bisphenol A and triclosan on immune parameters in the U.S. population, NHANES 2003-2006“, Clayton EM, Todd M, Dowd JB, Aiello AE, Department of Epidemiology, Center for Social Epidemiology and Population Health, University of Michigan, USA, Environ Health Perspect. 2011 Mar;119(3):390-6. doi: 10.1289/ehp.1002883. Epub 2010 Nov 9, PMID: 21062687. 

Nell’ambito del progetto REACH, le diverse imprese chimiche hanno ricevuto l’obbligo di testare e preparare delle schede di sicurezza “Safety Datasheet“ [3], relative alle diverse sostanze. Tra queste, é possibile trovare quella del petrolato, scoperto nel 1859, e utilizzato, in cosmetica, in creme, bagnoschiuma, oli o talchi per rendere la pella più morbida e levigata (a titolo di esempio [4] [5]). Anche in questo caso, ricerche sul petrolato erano già state condotte, non riusciamo quindi a capacitarci del fatto che le diverse imprese abbiano dovuto condurne di nuove.
Tra le altre: “Ototoxicity of baby oil in a chinchilla animal model“, Al-Jarallah A, Akinpelu OV, Citra D, Daniel SJ, McGill Auditory Sciences Laboratory, Montreal Children’s Hospital, Canada, Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2012 Apr;76(4):564-8. doi: 10.1016/j.ijporl.2012.01.018. Epub 2012 Feb 19, PMID: 22348846; “Comedogenicity in rabbit: some cosmetic ingredients/vehicles“, Nguyen SH, Dang TP, Maibach HI, Dermatology Department, University of California at San Francisco Medical School, San Francisco, USA, Cutan Ocul Toxicol. 2007;26(4):287-92, PMID: 18058303; “Respiratory toxicology of mineral oils in laboratory animals“, Dalbey WE, Biles RW, ExxonMobil Biomedical Sciences, Inc., Annendale, NJ, USA, Appl Occup Environ Hyg. 2003 Nov;18(11):921-9, PMID: 14555445.

Il biossido di titanio (TiO2), viene utilizzato nei prodotti di bellezza, per la sua capacità di filtraggio dei raggi UV. Secondo gli studi condotti dal “Titanium Dioxide Industry REACH consortium“, nominato dalla CE, il TiO2 é classificato come “as non-hazardous for all end-points and so all Uses are acceptable“ [6]. Tuttavia alcuni studi affermano il contrario, come ad esempio: “The widespread use of titanium dioxide (TiO2) nanoparticles in consumer products increases the probability of exposure to humans and the environment. Although TiO2 nanoparticles have been shown to induce DNA damage (comet assay) and chromosome damage (micronucleus assay, MN) in vitro […]“[7] oppure “The small size of NPs facilitates their uptake into cells as well as transcytosis across epithelial cells into blood and lymph circulation to reach different sites, such as the central nervous system. Different studies have shown the risks that TiO2 NPs in the neuronal system and other organs present“ [8].

NOTA: molti degli articoli riportati si basano proprio sulla sperimentazione animale. Questo, non perché noi crediamo in qualche modo alla sua efficacia, ma a dimostrazione del fatto che sufficienti dati erano già disponibili, senza che vi fosse bisogno di ricercarne altri.

CONCLUSIONE: il progetto REACH si é effettivamente reso complice di un grosso incremento della sperimentazione sugli animali. Le tre sostanze indicate, a titolo di esempio, sono alcune di quelle che si possono trovare anche nei cosmetici. La correlazione tra progetto REACH e la Direttiva 2003/15/CE, quindi, é velocemente data: il bando degli esperimenti sugli animali, verrà fatto solo dopo che vi saranno sufficienti dati sulle sostanze ricavati proprio dagli stessi. Poco importa, in questo caso, se i singoli componenti non potranno essere testati, visto che una massiccia opera di sperimentazione di quest’ultimi si sta facendo proprio in questi anni. Bisogna poi sempre tener presente che vi è la possibilità di “derogare a tali divieti solo in casi eccezionali, qualora sorgano gravi preoccupazioni riguardo alla sicurezza di un ingrediente cosmetico, previo parere della stessa Commissione europea“ [9].

[1] “Opinion on triclosan, Antimicrobial Resistance“, Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS), SCCP/1251/09

[2] “Evaluation of tebuconazole, triclosan, methylparaben and ethylparaben according to the Danish proposal for criteria for endocrine disrupters”, Danish centre on endocrine disrupters, may 2012

[3] “Safety Datasheet for Hazardous Chemicals“, information sheet, Health and Safety Authority, July 2010

[4] BR Petrobas, Petrolatum, Safety Data Sheet, according to Regulation (EC) No. 453/2010, Revision date: 28/07/2011

[5] Acros Organics, Safety Data Sheet, Petrolatum, Revision Date: 19-Apr-2012

[6] http://www.reachcentrum.eu/en/consortiumslt/consortia-under-reach/titanium-dioxide-industry-reach-consortium.aspx

[7] “Effect of Treatment Media on the Agglomeration of Titanium Dioxide Nanoparticles: Impact on Genotoxicity, Cellular Interaction, and Cell Cycle“, Prasad RY, Wallace K, Daniel KM, Tennant AH, Zucker RM, Strickland J, Dreher K, Kligerman AD, Blackman CF, Demarini DM, ACS Nano. 2013 Feb 6, PMID: 23387956

[8] “Toxicity and interaction of titanium dioxide nanoparticles with microtubule protein“, Gheshlaghi ZN, Riazi GH, Ahmadian S, Ghafari M, Mahinpour R, Institute of Biochemistry and Biophysics, Department of Biochemistry, University of Tehran, Acta Biochim Biophys Sin (Shanghai). 2008 Sep;40(9):777-82, PMID: 18776989

[9] http://www.salute.gov.it/cosmetici/paginaDettaglioCosmetici.jsp?id=160&menu=sperimentazione

[S.P.]

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2 risposte a “Correlazione progetto REACH e direttiva 2003/15/CE

  1. Grazie per l’articolo.
    Mi rendo conto della mole di lavoro che dovete affrontare, ma sarebbe molto gradito se fosse disponibile la traduzione in italiano di quanto pubblicato in inglese, in quanto non tutti lo comprendono e, desiderando diffondere i Vostri scritti, si va incontro proprio al problema che molti non saranno all’altezza dell’informazione, rimanendone esclusi.

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    • Resistenza Scientifica

      Salve,
      cerchiamo sempre di tradurre il più, purtroppo ciò non è sempre possibile a causa dell’esistenza di tantissimi articoli scientifici che dobbiamo analizzare.
      Se le interessa in particolar modo la traduzione integrale delle parti in inglese di questo articolo, cercheremo di rimediare nel più breve tempo possibile.

      Grazie per la comprensione,
      Resistenza Scientifica

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