Differenze di assorbimento percutaneo delle sostanze tra uomo e ratto

[Barber ED, Teetsel NM, Kolberg KF, Guest D. A comparative study of the rates of in vitro percutaneous absorption of eight chemicals using rat and human skin. Fundam Appl Toxicol. 1992 Nov;19(4):493-7.]

Secondo questo studio, la permeabilità della pelle di ratto è maggiore di quella umana. Considerato ciò è preferibile utilizzare, nelle metodologie in vitro, sempre tessuti umani rispetto a quelli di altri animali.

Riportiamo l’abstract tradotto:


Sono stati effettuati studi di assorbimento percutaneo in vitro per otto sostanze chimiche usando pelle di ratto di pieno spessore e strato corneo umano. Lo scopo degli studi era confrontare la velocità di assorbimento per le due specie. Per ciascuna delle sostanze chimiche, il tasso osservato utilizzando pelle di ratto di pieno spessore era maggiore di quello osservato per lo strato corneo umano. I rapporti dei tassi (ratto/uomo) variava da 1.7 a 5.8 con un valore medio di 3.1. I prodotti chimici testati sono stati acqua triziata, 2-etossietilacetato, dietilenglicole monobutiletere, urea, di-2-etilesilftalato, 2-etilesanolo, etil-3-etossipropionato, e 2-propossietanolo. I prodotti chimici sono stati scelti per rappresentare una vasta gamma di proprietà fisiche e valori di permeabilità costanti. Si è concluso che la pelle di ratto è più permeabile della pelle umana per ciascuna di queste otto sostanze chimiche. Questa conclusione è supportata dai risultati di studi analoghi in altri laboratori e suggerisce che i risultati derivanti da studi nel ratto sovrastimano l’assorbimento cutaneo nell’uomo.

 

ABSTRACT: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1426706

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2 risposte a “Differenze di assorbimento percutaneo delle sostanze tra uomo e ratto

  1. Volevo complimentarmi per gli articoli molto interessanti che purtroppo non vengono “pubblicizzati” come dovrebbero essere se ci fosse una democratica informazione….Approfitto delle vostre competenze per chiedervi se vengono ancora utilizzati i metodi che incollo qui sotto,che personalmente trovo assurdi,antiscientifici e sadici..
    MISURAZIONE DEL DOLORE
    • TEST DI WRITHING: questo test consiste nell’iniezione intraperitoneale, in un ratto, di una sostanza irritante e nel valutare la latenza all’insorgere di contrazioni addominali ed il loro numero.
    • TEST RANDALL-SELITTO: quest test consiste nell’iniezione nella parte superiore della zampa, di un ratto o di un coniglio, di una soluzione di lievito di birra in grado di indurre edema. Successivamente, con un apparecchio simile ad una stadera, si misura la pressione, in grammi, alla quale l’animale toglie la zampa dallo stimolo doloroso, rappresentato da una punta smussa.
    • TEST DELLA STIMOLAZIONE ELETTRICA: questo test consiste nella stimolazione elettrica, con correnti crescenti, della polpa dentaria di un coniglio ossia, di soggetti portatori di un impianto fisso di elettrodi.
    • TEST HOT-PLATE: questo test consiste nel porre l’animale, generalmente un topo, su una superficie termostata ad una temperatura costante (generalmente attorno ai 50°C), delimi• tata da un cilindro di plastica trasparente. Vengono osservati i tempi di latenza perché si verifichino alcuni comportamenti come il leccarsi la pianta delle zampe anteriori o il tentativo di saltare fuori.

    • TEST DEL TAIL-FLICK: questo test consiste nel valutare il tempo di latenza fra la somministrazione di uno stimolo termico nocicettivo alla coda (tail) del ratto ed il movimento dell’animale per togliere la coda dallo stimolo (flick). Si tratta evidentemente di un riflesso spinale, poiché il test può essere condotto anche nell’animale spinalizzato o anestetizzato.

    • Conclusione: a questo test rispondono positivamente solo i farmaci che direttamente (es.: la morfina) o indirettamente (attivando i sistemi oppioidi endogeni) sviluppino la loro analgesia attraverso un meccanismo che coinvolga i recettori oppiacei.
    Il primo modello di dolore cronico è rappresentato dall’artrite da adiuvante. Per ottenere questo dolore, all’animale viene iniettato alla base della coda l’adiuvante completo di Freud, inducendo una patologia artritica, si misura il diametro delle articolazioni della zampa del ratto, che raggiungono un massimo al 14° giorno del trattamento e tornano alla normalità entro tre settimane.
    Il secondo modello di dolore cronico nell’animale si ricollega al dolore clinicamente osservabile quando vi sia una lesione delle vie nervose legate alla conduzione del dolore. Il modello consiste nella legatura o addirittura nella sezione di nervi periferici con componenti sensitive (es.: il nervo sciatico) e la valutazione di parametri elettrofisiologici, biochimici o comportamentali. Questi ultimi si iflettono nell’autotomia, cioè, la tendenza dell’animale a distruggere la parte innervata dal nervo leso.

    Anticipatamente ringrazio e vi auguro con tutto il cuore buon lavoro.

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