Risposta a “La Stampa”: senza cavie guariremo!

Recentemente il giornale “La Stampa” ha pubblicato un articolo a favore della s.a., che accusa gli oppositori della sperimentazione animale su vari punti, che andremo adesso ad analizzare e smentire:

“Purtroppo, in Italia, il dibattito sulla sperimentazione animale è diventato una sorta di guerra di religione, con gli oppositori che ribadiscono tanti irrazionali «no». C’è però un dato che li smentisce: sfogliando l’albo dei vincitori del Premio Nobel per la medicina, balza subito all’occhio la fondamentale importanza delle cavie, che – almeno al momento – non possono essere rimpiazzate dalle cosiddette «pratiche alternative».”

In realtà guardando le cose da una prospettiva globale, comparando i successi con i fallimenti, si nota come l’animale non sia utile neanche a questo livello e che i pochi esiti positivi sono considerabili una casualità rispetto all’insieme infinitamente più ampio di quelli negativi.

Infatti, una systematic review del 2003 ha fatto notare come su 25.000 articoli di ricerca di base presi in esame, solo 5 hanno passato i trial clinici e solamente 1 (0,004%) ha condotto allo sviluppo di una classe di farmaci clinicamente utili nei 30 anni successivi alla pubblicazione del risultato scientifico di base (Contopoulos-Ioannidis et al. 2003).

Quindi, anche se la ricerca di base che fa uso di animali fosse “solo” il 50% di tutta la ricerca di base biomedica, avremmo comunque una frequenza di traduzione clinica della SA statisticamente irrilevante.
E infatti, secondo i dati del NIH (National Institutes of Health), la ricerca di base su animali riceve più del 50% dei fondi, ed è la branca maggiormente finanziata, anche più della ricerca etica condotta su volontari clinici umani (Greek & Greek 2010).

Inoltre, se già normalmente nei test regolatori si usano principalmente cellule animali al posto di cellule umane, modelli 2D al posto di modelli 3D e metodi isolati piuttosto che usati in maniera integrata, nella ricerca di base è ancora più difficile che avvenga il contrario, pertanto dando molta più attenzione a questi metodi e alla ricerca clinica condotta in maniera etica, potremo sicuramente aumentare il tasso di successi delle scoperte clinicamente rilevanti.

«Allo stato attuale delle conoscenze non esistono validi modelli alternativi. La ragione è semplice: il corpo umano è una macchina complessa, un sistema integrato dove le singole componenti parlano tra loro. Gli esseri viventi non sono composti a compartimenti stagni e, quindi, ciò che accade in un particolare distretto corporeo ha ripercussioni su tutto il resto dell’organismo».

Proprio per questo motivo il modello animale non è valido: le somiglianze infatti presenti con gli animali non sono motivo sufficiente per l’estrapolazione dei dati da una specie all’altra, perché anche i caratteri comuni hanno interazioni con il resto dell’organismo e sono quindi influenzati da quei moduli che differiscono, rendendo perciò inutile, per questo fine, l’esistenza di similitudini (Greek & Menache 2013).

In secondo luogo è possibile riprodurre le interazioni tra le varie componenti dell’organismo umano, alcuni esempi di questo tipo sono le co-colture integrate discrete multiorgano (Li 2009, Uzgare & Li 2013)  e i bioreattori multicompartimentali modulari (Kirkpatrick et al. 2007, Mazzei et al. 2010, Iori et al. 2012).

“Detto ciò, effettuare test unicamente su un gruppo di cellule isolate è davvero un’operazione riduttiva: l’approccio non ci dice nulla su quello che potrebbe essere l’effetto del farmaco altrove nell’organismo”

Vale lo stesso discorso di prima, è possibile mettere in comunicazione più tessuti di diverse parti del corpo al fine di verificare le interazioni tra gli organi e tra i tessuti, e quindi riprodurre la fisiologia di un organismo intero, così come avviene nei nuovi metodi alternativi.

“D’altra parte è bene ricordare che i camici bianchi non si dimostrano affatto insensibili al tema della dignità dell’animale. A dimostrarlo in modo eloquente sono le regole, sempre più restrittive, per circoscrivere il loro uso in laboratorio e per ridurre la loro sofferenza.”

Regole che impongono la decapitazione, l’elettrocuzione o la dislocazione cervicale a fine esperimento, la non obbligatorietà dell’anestesia e la stabulazione a vita sarebbero forse dignitose? (Direttiva 2010/63/EU)

Bibliografia:

Contopoulos-Ioannidis DG, Ntzani E, Ioannidis JP. Translation of highly promising basic science research into clinical applications. Am J Med. 2003 Apr 15;114(6):477-84.

Greek R, Greek J. Is the use of sentient animals in basic research justifiable? Philos Ethics Humanit Med. 2010 Sep 8;5:14. doi: 10.1186/1747-5341-5-14.

Greek R, Menache A. Systematic Reviews of Animal Models: Methodology versus Epistemology. Int J Med Sci 2013; 10(3):206-221.

Li AP. The use of the Integrated Discrete Multiple Organ Co-culture (IdMOC) system for the evaluation of multiple organ toxicity. Altern Lab Anim. 2009 Sep;37(4):377-85.

Uzgare AR, Li AP. New Paradigm in Toxicity Testing: Integrated Discrete Multiple Organ Co-cultures (IdMOC) for the Evaluation of Xenobiotic Toxicity. ALTEX, Proceedings of Animal Alternatives in Teaching, Toxicity Testing and Medicine, 2013 Jan;2(1):38-46.

Kirkpatrick J, Fuchs S, Hermanns I et al. Cell culture models of higher complexity in tissue engineering and regenerative medicine. Biomaterials 2007; 28(34):5193-5198

D. Mazzei, M. A. Guzzardi, S. Giusti, and A. Ahluwalia. A low shear stress modular bioreactor for connected cell culture under high flow rates. Biotechnol&Bioeng, 106(1): 127-137, 2010.

Iori E, Vinci B, Murphy E, Marescotti MC, Avogaro A, et al. (2012) Glucose and Fatty Acid Metabolism in a 3 Tissue In-Vitro Model Challenged with Normo- and Hyperglycaemia. PLoS ONE 7(4): e34704. doi:10.1371/journal.pone.0034704

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3 risposte a “Risposta a “La Stampa”: senza cavie guariremo!

  1. Era ora che le orde di fanatici Razionalieri e psudo-nerd intellettualoidi alla Big Bang Theory finissero di farneticare senza contradditorio… per favore non smettete.

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    • Grazie mille del sostegno! Se ti può interessare, tutta la categoria “Confutiamo le argomentazioni dei pro-SA” raccoglie articoli che demoliscono le loro teorie.

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      • Purtroppo qualsiasi cosa demolisca le loro teorie viene marchiata per partito preso come ‘falsa scienza’, e chi non la pensa come loro non usa la Ragione, solo perchè non la pensa come loro. E’ impossibile discuterci, per alcuni prendere una laurea è un pretesto per diventare presuntuosi ed arroganti e perdere completamente la capacità di mettere in discussione le proprie convinzioni.

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