Biodisponibilità orale dei farmaci: gli animali non sono predittivi!

[Musther H, Olivares-Morales A, Hatley OJ, Liu B, Rostami Hodjegan A. Animal versus human oral drug bioavailability: Do they correlate? Eur J Pharm Sci. 2013 Aug 26.]

Abstract:

“La biodisponibilità orale è un fattore chiave per lo sviluppo di prodotti farmaceutici, e l’uso di specie precliniche nel predire la biodisponibilità nell’uomo è stato a lungo dibattuto. Al fine di chiarire se una qualsiasi correlazione tra la biodisponibilità umana e animale esista, è stata condotta un’ampia analisi dei dati di letteratura pubblicati. A causa della natura complessa dei calcoli di biodisponibilità, criteri di inclusione sono stati applicati per garantire l’integrità dei dati. Un database di 184 composti è stato assemblato. La regressione lineare per i composti riportati indica nessuna correlazioni fore o predittiva ai dati umani per tutte le specie, singolarmente e in combinazione. La mancanza di correlazione in questo esteso set di dati mette in evidenza che la biodisponibilità degli animali non è quantitativamente predittiva della biodisponibilità nell’uomo. Anche se indicazioni qualitative (alta/bassa biodisponibilità) potrebbero essere possibili, sono consigliati per lo sviluppo della previsione quantitativa modelli che tengano conto di fattori specie-specifici che possono influenzare la biodisponibilità.”

Nel testo:

“Tuttavia, sebbene la somiglianza di permeabilità e frazione assorbita alla parete intestinale tra animali ed umani è stabilita (Chiou e Barve, 1998 Chiou et al., 2000, Chiou e Buehler, 2002 e Cao et al., 2006) vi sono notevoli differenze interspecie nel primo passaggio dell’intestino e nel metabolismo epatico. Queste differenze possono impedire la conclusione di un livello di biodisponibilità complessiva nell’uomo basato sui dati degli animali. I confronti e le correlazioni di biodisponibilità umana e animale sono stati precedentemente riportati in letteratura, e anche se questi sembrano indicare che i valori degli animali non sono predittivi della biodisponibilità umana, sono principalmente stati limitati a piccole serie di misurazioni, o a confronti all’interno di una specie.”
[…]
“Sebbene la biodisponibilità media relativa tra le specie animali e l’uomo era senza errori per il cane (essendo il valore medio del rapporto vicino all’unità), la vasta gamma indicava imprecisione dei valori come misura predittiva con confidenza. La trama di regressione per il cane (Fig. 2) mette in evidenza la conclusione di cui sopra che mostra l’elevato grado di dispersione ed il povero coefficiente di correlazione. Per il ratto e il topo non c’era alcuna indicazione di una buona correlazione con i dati umani da uno qualsiasi dei risultati osservati. I risultati mettono in dubbio l’ipotesi di default che la biodisponibilità nel ratto o nel topo possa essere un’indicazione quantitativa per la biodisponibilità umana.”

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