Gli effetti avversi sono pochi, totalmente prevedibili e si hanno solo per i vecchi farmaci? No.

tgn1412

È molto diffuso il pregiudizio per cui gli effetti avversi ai farmaci dipenderebbero unicamente da errori umani, come ad esempio quelli di prescrizione o di assunzione, oppure riguarderebbero esclusivamente molecole di vecchia data, e non farmaci nuovi, o ancora il loro numero sarebbe trascurabile.

D’altra parte, questo va in totale contrasto con i dati. Citeremo, dunque, diverse obiezioni da parte di chi vuole sottovalutare questo rischio e mostreremo come siano infondate.

“Ci sono state critiche al numero dei 100.000 morti l’anno per effetti avversi ai farmaci, ad esempio c’è un paper pubblicato nel 2000 su Medscape*

* [Kvasz M, Allen IE, Gordon MJ, Ro EY, Estok R, Olkin I, Ross SD. Adverse drug reactions in hospitalized patients: A critique of a meta-analysis. MedGenMed. 2000 Apr 27;2(2):E3.]”

Come sappiamo, il peso di un articolo dipende dalle citazioni che esso riceve, le quali, aggiungendosi alle altre di ulteriori paper interni alla rivista, contribuiscono alla valutazione dell’Impact Factor della stessa.

Pertanto lo spessore di tale critica andrebbe analizzato tramite la comparazione delle citazioni dei rispettivi articoli: quello di critica e quello originale. In questo modo vediamo che, mentre la critica è stata citata solo da 53 paper, l’articolo originale – scritto da Lazarou nel 1998 – ha ricevuto 4374 citazioni:

adrs

Se ciò non bastasse, tale critica evidentemente non ha smosso l’Organizzazione Mondiale della Sanità – che sicuramente non pecca di superficialità nell’analisi delle sue fonti -, la quale nel 2002 ha riportato il paper di Lazarou tra le fonti nel proprio report in proposito, affermando:

“It has been estimated that such adverse drug reactions (ADRs) are the 4th to 6th largest cause for mortality in the USA2″ [1]

Inoltre abbiamo dati simili a quelli suggeriti da Lazarou in UE. Infatti la Commissione Europea ha dichiarato che:

“It is estimated that […] ADR is the fifth most common cause of hospital death. […] It is estimated that 197,000 deaths per year in the EU are caused by ADRs and that the total cost to society of ADRs in the EU is €79 billion.” [2]

Inoltre uno studio del 2004 sul British Medical Journal ha ripetuto l’analisi compiuta da Lazarou e ha trovato un’incidenza di morti per ADRs addirittura leggermente maggiore [3].

Uno studio spagnolo del 2009 afferma inoltre che circa il 5,9% dei soggetti di una popolazione di ospedalizzati fosse morto per ADR [4].

Questo e gli altri dati sono al ribasso anche perchè, ad esempio, in uno studio sudafricano del 2014 compiuto su una popolazione proveniente da 4 ospedali, il 16% delle morti erano collegate alle ADRs e solo il 43% era prevedibile [5].

Non ultimo, una recente (2011/2012) analisi ha rivisto ed aggiornato a 128.000 i cittadini statunitensi deceduti per ADRs all’anno (rispetto ai precedenti 106.000 del 1998):

“[…] less than 1% of all serious adverse events are reported directly to the FDA. Thus, the 21,002 cases reported directly to the FDA in 2011 produce an estimate of 2.1 million serious injuries, including 128,000 patient deaths. When including manufacturer reports, the total reaches 179,855 cases, and the estimates of overall reporting rates range from 1% to 15%. Our previous estimate of around 5% of all cases being reported [7] produces a midpoint estimate of 3.6 million serious, disabling, or fatal injuries, with a broad range of 1.8 million (10% reporting) to 18 million (1%). Taken together, these data result in a conservative estimate of 2 to 4 million drug-induced serious injuries in 2011. While these estimates are large, the definition of a serious adverse drug event includes many events that might not result in hospitalization such as accidents, suicide, sexual dysfunction, depression, elevated blood sugar, weight gain, or angioedema. Most estimates in the range of 1 to 2 million were based on hospitalization rates. [8] [9]” [6].

Come si può leggere, inoltre, gli effetti avversi gravi ai farmaci sono riportati in una percentuale minima, pertanto anche le morti saranno notevolmente sottoconsiderate.

Infatti, sebbene alcuni sostengano che le ospedalizzazioni dovute a effetti avversi siano minime, affermando che siano “solo” il 6% del totale delle ospedalizzazioni, questo dato non tiene conto del fenomeno dell’”under-reporting” degli effetti avversi ai farmaci.

Infatti, una revisione sistematica del 2006 di 37 studi eseguiti in 12 Paesi ha affermato che, in media, il 94% degli effetti avversi ai farmaci non viene riportato [7].

Questo risultato è confermato da studi precedenti, i quali affermano che solo l’1% [8] o tra l’8 e il 13% dei gravi effetti avversi ai farmaci viene riportato all’FDA [9].

In sintesi, dunque, il numero dei morti per effetti avversi ai farmaci è molto maggiore rispetto a quello che conosciamo.

Ma anche restando nell’ambito dei 106.000 morti all’anno non dovuti a errori umani negli USA, a quanto corrisponde in relazione ai fenomeni che ci sono più familiari?

Ogni anno, secondo i dati europei, muoiono 35.000 persone per incidenti stradali [10], quindi siamo almeno a 3 volte tale numero.

“Ma i 100.000 morti sono dovuti ad errori umani!”

Questo non è vero, infatti Barbara Starfield, in un articolo pubblicato sul Journal of American Medical Association del 2000, ha riesaminato i dati di Lazarou e di altri autori e ha sostenuto che le morti prevenibili fossero poche, inoltre ha fatto notare come il numero delle morti iatrogene ogni anno negli USA fosse maggiore, stimandolo a 225.000 decessi. Di questi, solo 7.000 dipendevano da errori medici e 20.000 da altri errori umani. Escludendo le infezioni nosocomiali e le morti dovute a interventi chirurgici innecessari, le morti rimanenti, quelle cioè per effetti avversi ai farmaci non dipesi da errori umani, si riconfermavano 106.000 all’anno solo negli Stati Uniti.
La cifra dei 225.000 è al ribasso, infatti altre stime vanno dai 230.000 ai 284.000 (e ugualmente più alta, dunque, sarà quella degli effetti avversi non dipesi da errori umani) [11].

“Gli ADRs sono dovuti a molecole vecchie, il problema non sussiste con farmaci più nuovi”

Gli effetti avversi si hanno solo per molecole vecchie? No, anzi, secondo alcuni studi il trend è addirittura in crescita. Leggiamo infatti, su di un articolo del 2002:

I farmaci approvati di recente possono avere più probabilità di avere reazioni avverse non riconosciute (ADRs) rispetto ai farmaci stabiliti […] Gravi ADRs emergono comunemente dopo l’approvazione della Food and Drug Administration. La sicurezza dei nuovi agenti non può essere conosciuta con certezza fino a quando un farmaco è stato sul mercato per molti anni.” [12].

Un paper del 2007, che ha analizzato i risultati dal 1998 al 2005, conferma il dato, affermando che:

“Questi dati mostrano un marcato aumento nei decessi riportati e nelle lesioni gravi associate con la terapia farmacologica durante il periodo di studio.” [13].

Cosa c’entra la sperimentazione animale con tutto ciò?

Considerato che uno studio del 2012 ha dimostrato che i test su animali hanno omesso nell’81% dei casi di segnalare 93 gravi reazioni avverse legate a 43 farmaci presi in esame che hanno seriamente danneggiato i pazienti a cui furono somministrati, nonostante agli animali vengano somministrate dosi elevate e per lunghi periodi, proprio allo scopo di far emergere anche i potenziali effetti collaterali rari [14], questi numeri così allarmanti ci fanno comprendere quanto sia necessario che il mondo della ricerca impieghi sforzi e fondi per la sostituzione della sperimentazione in vivo con metodi più efficaci per la tutela della salute umana.

Note:

[1] World Health Organization. Safety of Medicines. A guide to detecting and reporting adverse drug reactions. Why health professionals need to take action. Geneva, 2002.

[2] European Commission. Strengthening pharmacovigilance to reduce adverse effects of medicines. Brussels, 2008.

[3] Pirmohamed M, James S, Meakin S, Green C, Scott AK, Walley TJ, Farrar K, Park BK, Breckenridge AM. Adverse drug reactions as cause of admission to hospital: prospective analysis of 18 820 patients. BMJ. 2004 Jul 3; 329(7456): 15–19.

[4] Pardo Cabello AJ, González Contreras LG, Manzano Gamero MV, Gómez Jiménez FJ, Puche Cañas E. Prevalence of fatal adverse drug reactions in hospitalized patients. Int J Clin Pharmacol Ther. 2009 Oct;47(10):596-602.

[5] Mouton JP, Mehta U, Parrish AG, Wilson DP, Stewart A, Njuguna CW, Kramer N, Maartens G, Blockman M, Cohen K. Mortality from adverse drug reactions in adult medical inpatients at four hospitals in South Africa: a cross-sectional survey. Br J Clin Pharmacol. 2014 Dec 5.

[6] ISMP. QuarterWatch, Monitoring FDA MedWatch Reports. May 31, 2012.

[7] Hazell L, Shakir SA. Under-reporting of adverse drug reactions : a systematic review. Drug Saf. 2006;29(5):385-96.

[8] Scott HD, Rosenbaum SE, Waters WJ, Colt AM, Andrews LG, Juergens JP, Faich GA. Rhode Island physicians’ recognition and reporting of adverse drug reactions. R I Med J. 1987 Jul; 70(7):311-6.

[9] Rogers AS, Israel E, Smith CR, Levine D, McBean AM, Valente C, Faich G. Physician knowledge, attitudes, and behavior related to reporting adverse drug events. Arch Intern Med. 1988 Jul;148(7):1596-600.

[10] European Parliament. How to halve road accident deaths and injuries by 2020. Committee on Transport and Tourism, Press release, Transport – 21-06-2011 – 13:04.

[11] Starfield B. Is US health really the best in the world? JAMA. 2000 Jul 26;284(4):483-5.

[12] Lasser KE, Allen PD, Woolhandler SJ, Himmelstein DU, Wolfe SM, Bor DH. Timing of new black box warnings and withdrawals for prescription medications. JAMA. 2002 May 1;287(17):2215-20.

[13] Moore TJ, Cohen MR, Furberg CD. Serious adverse drug events reported to the Food and Drug Administration, 1998-2005. Arch Intern Med. 2007 Sep 10;167(16):1752-9.

[14] van Meer PJ, Kooijman M, Gispen-de Wied CC, Moors EH, Schellekens H. The ability of animal studies to detect serious post marketing adverse events is limited. Regul Toxicol Pharmacol. 2012 Dec;64(3):345-9.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...